A cosa deve fare riferimento l’agricoltore per adeguarsi alla difesa integrata obbligatoria?

a cura del Dott. Giuseppe Marrone

L’applicazione della difesa integrata obbligatoria prevede l’adozione di tecniche di prevenzione, contenimento e lotta alle infestanti, l’utilizzo di mezzi biologici contro i parassiti e l’uso di agrofarmaci che presentino una minore pericolosità per l’uomo e per l’ambiente.

Le linee guida per la difesa integrata, la realizzazione di modelli da seguire e la parte informativa sono un compito dei relativi ministeri di ogni Paese membro.

Per i prodotti fitosanitari disponibili è stato necessario aggiornare la banca dati degli agrofarmaci. Le Regioni avranno il compito di ricevere le disposizioni ministeriali, attuando i Piani di azione regionali (Par)e i sistemi di divulgazione per le aziende. Dovranno altresì attivare le strutture territoriali per organizzare l’assistenza tecnica sulla difesa fitosanitaria, anche grazie al supporto della nuova Pac 2014-2020 che sosterrà la consulenza tecnica.

Le aziende agricole dovranno farsi carico di tutti gli obblighi legislativi riguardanti le limitazioni del numero e delle tipologie di interventi e dei volumi di adacquamento e le osservanze delle soglie di intervento previste dalla difesa integrata. Per loro sarà ulteriormente possibile aderire al marchio di qualità SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata – che è un’agricoltura integrata di livello superiore e certificata che prevede il rispetto di disciplinari ben precisi. Gli agricoltori dovranno avere accesso a una vera e propria rete informativa che li aggiorna su dati meteorologici, tempi di rientro e bollettini informativi.

Condividi